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DOMANDE FREQUENTI DEI CITTADINI

1. Per quale motivo è caduta l'amministrazione comunale?

Dal punto di vista tecnico la funzione di sindaco e consiglio comunale è stata interrotta perché si sono dimessi la metà più uno dei consiglieri comunali. Undici di loro infatti hanno firmato nello stesso momento davanti al segretario comunale le proprie dimissioni costringendo il sindaco e i consiglieri restanti alla perdita immediata del loro ruolo come eletti. Nei fatti è successo che alcuni componenti della maggioranza che ha espresso il sindaco si sono alleati con i consiglieri di minoranza i quali, in campagna elettorale, sostenevano un altro candidato e un altro programma. I tre consiglieri della maggioranza passati all'opposizione sono: Ilenia Brisotto (eletta nel PD), Susanna Mazzon e Loris Moro (eletti con la lista "Alleati per Fontanafredda"), quest'ultimi ex assessori e parte decisiva nell'azione politica messa in moto per far cadere l'amministrazione comunale eletta.

2. Come mai non è stato possibile sostituire Moro?

Rispetto a quanto detto sopra chi non faceva parte della maggioranza consigliare come risultata dalle elezioni non ha appoggiato il sindaco eletto, anzi, ha esplicitamente contrastato la sua elezione. Aver accolto in maggioranza consiglieri comunali di minoranza e opposizione avrebbe portato il sindaco a essere comunque ostaggio di avversari politici. Mantenere la "poltrona" a prezzo della coerenza sarebbe stato inoltre un chiaro tradimento della volontà popolare espressa al momento del voto. Alleati e avversari sono stabiliti dalle elezioni non dalle opportunità politiche.

3. Come si è posto di fronte agli eccessi dell'ex assessore Moro?

In democrazia, il ruolo di consigliere comunale è una delega elettiva personale che non è sottoponibile ad alcuna azione repressiva o contenitiva a meno che non vi siano gravi violazioni di legge oggetto di denuncia pubblica scritta. L'azione come sindaco è stata quella di richiamarlo più volte, a titolo personale e in via ufficiale, a un atteggiamento consono alla sua funzione istituzionale, soprattutto in sede di consiglio comunale. Per il resto, Loris Moro era un consigliere comunale con il diritto di esprimersi liberamente e come più riteneva opportuno purché nei limiti del regolamento del consiglio comunale: tant'è che in una occasione, proprio a causa di comportamenti inadeguati, è stato invitato a lasciare la sala consigliare. Tuttavia finché la sua attività come assessore era pienamente funzionale agli obbiettivi amministrativi e non sussisteva alcuna ragione per escluderlo dai lavori della giunta. La priorità infatti deve essere il risultato concreto in favore dei cittadini.

4. Perché si sono dimessi e non l'hanno sfiduciata come sindaco?

ll documento delle dimissioni era stato preparato molto tempo prima dell'azione teatrale poi tenuta in consiglio comunale, tuttavia contrasti e diffidenze fra i consiglieri di opposizione e i consiglieri di maggioranza transfughi hanno dilatato i tempi. Quando però si è presentata l'occasione di sfruttare l'accondiscendenza e la consistenza numerica del gruppo "Alleati per Fontanafredda", la minoranza consigliare non ha avuto nessuno scrupolo nell'approfittare di una situazione così propizia per portare a casa il macabro risultato. Una scelta esclusivamente politica che ha generato gravi difficoltà ai cittadini e al territorio. L'azione più coraggiosa sarebbe stata presentare la mozione di sfiducia al sindaco: un atto istituzionale comunque gravissimo che avrebbe però lasciato un lasso di tempo di transizione utile per presentare ai cittadini la coalizione amministrativa che si stava proponendo come alternativa all'amministrazione in carica. In questo modo, benché si siano trovati uniti e d'accordo per far decadere l'amministrazione comunale eletta, si ripresentano disuniti e in disaccordo per ritornare a quegli incarichi che hanno volontariamente rifiutato.

5. Perché si dice che i dipendenti del municipio sono andati via?

I posti di organico previsti per il Comune di Fontanafredda sono 58: nel 2014, all'arrivo della nostra amministrazione, i dipendenti erano già 46 (più il Segretario generale), 4 dei quali lavoratori socialmente utili (LSU) con contratti a tempo determinato: quindi i dipendenti di ruolo effettivi erano 42, cioè 16 in meno, con un rapporto dipendenti pubblici per abitante pari a 1/264. L'impatto complessivo di spesa del personale rispetto al bilancio del Comune era del 18,6%. Di lì, tra mobilità esterne verso altri comuni e in arrivo da altri enti pubblici come reintegro, nonché con 2 pensionamenti, i dipendenti sono scesi a 39. Va ricordato che per legge ogni 4 pensionamenti si poteva fare una sola sostituzione. Stando ai dati quindi, parlare di "fuga del personale" è un'esagerazione a scopo propagandistico. Infine come ha scritto l'ex Segretario generale Giovanni d'Altilia nel Piano di gestione 2015: "Ciò che paga è la qualità e la conoscenza e non la quantità".

6. Perché avete aderito all'Unione dei Comuni del Noncello?

Abbiamo aderito alle UNIONI convinti che rappresentino il futuro dei comuni senza togliere identità, autonomia e rappresentatività. Uniti si è forti. Proprio grazie a questa legge regionale sono state trovate soluzioni utili a risolvere problemi organizzativi nonostante la diminuzione dei dipendenti. Le convenzioni con il Comune di Porcia per la gestione delle paghe, dei tributi e della Polizia Locale hanno l'obbiettivo di fornire servizi senza assumere ulteriore personale. Se avessimo scelto di andare con l'Unione dei comuni del Livenza ci saremmo trovati oggi ad esserne il comune capofila sobbarcandoci - con tutti i limiti operativi e strutturali che già sosteniamo - l'onere della gestione dei comuni della Pedemontana. La scelta di entrare con l'Unione del Noncello, invece, ci permette di cooperare con comuni forti e strutturati in maniera organica e funzionale, garantendo servizi di qualità a pieno beneficio economico dei cittadini di Fontanafredda. In sostanza dall'Unione sarà più quello che riceveremo di quello che dovremo dare.

7. Qualcuno accusa che abbiate sprecato 850 mila euro di risorse pubbliche: è vero?

E' un'altra trovata propagandistica cavalcata in campagna elettorale. Il Comune di Fontanafredda finanziariamente sta benissimo e ha tutte le risorse utili per generare investimenti sul territorio. I soldi ci sono: il problema è la capacità di spesa. Infatti oggi per spendere denari in investimenti bisogna essere autorizzati dalla Regione, a cui bisogna quindi chiedere "spazi finanziari", cioè possibilità di spesa in base a spese previste. Noi avevamo previsto 800 mila euro di investimento per la realizzazione del Centro medico e questo abbiamo chiesto - e ottenuto - di poter spendere. Purtroppo ci è stato impedito di proseguire nella nostra attività amministrativa. Sicché, a fine 2016, una serie di fattori positivi rappresentati da risparmi sulla spesa corrente, sommati all'incasso di tutti i contributi previsti e richiesti agli enti superiori ha generato un avanzo di bilancio (quello che nel privato si chiama "guadagno") che sommato alla richiesta fatta di poter spendere ulteriori somme per il Centro medico ha generato come sanzione un divieto di spesa nel 2017 per un valore di 850 mila euro. Non si tratta di somma da pagare ma di riduzione della capacità di spesa! Per Fontanafredda niente di terribile: una maggiore attenzione nelle spese ma non certo una riduzione di servizi. Va ricordato che per il 2018 saranno disponibili nelle casse comunali oltre 2 milioni di euro per investimenti, proventi dalla vendita delle quote Atap, obbligatorie per legge.

Claudio Peruch